Chianti Classico Gran Selezione

di Ermanno Rumi

ch01Ed eccoci giunti ad uno degli appuntamenti più attesi di quest’anno, il Chianti Classico, nella sua veste più raffinata ed elegante Gran Selezione . Serata allietata, oltre che dal vino, da una serie di aneddoti che il  nostro socio, il professor Massimo Castellani, ci ha regalato! Ed ancora la fortuna di aver abbellito la sala con delle vedute originali della Toscana con i dipinti del Maestro Massimo Callossi, continuatore dell’ideale figurativo eticamente in difesa dell’uomo. Ma veniamo ai fatti: 1398  il primo documento ufficiale in cui si parla di Chianti è una lettera di cambio, del valore di 3 fiorini 26 soldi e 8 denari per sei botti di vino per  l’appunto Chianti !

1425 nello statuto catastale della allora repubblica Fiorentina si parla di allibrare il valore di alcune produzioni vitivinicole di un “vermiglio” pagato ad un prezzo molto alto, proveniente da località  di grande spicco territoriale come Panzano, Lamole che detiene il record di altitudine (600 m slm) , Guzzano e Radda, attuale ambiente Chiantigiano.

ch021685 Francesco Redi medico del Granduca, ed amante del vino, scrisse, dopo 10 anni passati a raccogliere dati ed informazioni, (ma direi a degustare),  un dettagliato resoconto sui vini Toscani  intitolato  “Bacco in Toscana”. Si tratta di un dialogo tra Bacco e la sua baccante preferita Arianna  ed è qui che troviamo un’importante citazione riguardo il Chianti, ed anche una delle prime definizioni …  “..lingua mia già fatta scaltra gusta un po’, gusta quest’altro vin robusto che si vanta d’esser nato in mezzo al Chianti e tra sassi lo produsse per le genti più bevone vite bassa e non Broncone”.

24 settembre 1716 Cosimo De Medici III, Granduca di Toscana, promulga un ch03bando granducale definendo ed identificando in modo estremamente precise le zone più importanti per la produzione vitivinicola di qualità: Chianti – Pomino – Carmignano – Val d’Arno Superiore. Ebbene abbiamo la prima Doc ante-litteram andando a definire la imprescindibile corrispondenza tra una denominazione e la delimitazione del territorio di produzione, stabilendo anche delle congregazioni di controllo e vigilanza, gli attuali consorzi.

Siamo di fronte alla prima DOC del mondo con relativo disciplinare  di produzione !

1870 Il Barone Bettino Ricasoli, chiantigiano, sarà colui che formulerà dopo ch04lunghe sperimentazioni l’uvaggio chiantigiano, la formula Ricasoliana che ritroviamo riassunta nella lettera inviata al professor Studiati dell’università di Pisa, la più antica università agraria d’Italia: “..Il vino riceve dal Sangioveto la dose principale del suo profumo e una certa vigoria di sensazione; dal Canajolo l’amabilità che tempra la durezza del primo  senza togliergli nulla del suo profumo, per esserne pur esso dotato; la malvasia  tende a diluire il prodotto delle prime due uve, ne accresce il sapore e lo rende più leggero e più prontamente adoprabile all’uso della tavola quotidiana”.

14 maggio 1924 nasce il consorzio per la difesa del vino Chianti e della sua marca di origine, contava inizialmente 33 produttori ed è  il più antico consorzio  in Italia. Devo tralasciare alcune notizie ed arrivare ai giorni nostri per la creazione del Chianti Classico Gran Selezione, interpretato dai produttori in due modi, la produzione migliore o gran selezione di tutta l’azienda, oppure la vigna più vocata e rappresentativa. Possiamo quindi dire che la Gran Selezione con un minimo di 30 mesi di affinamento non è altro che la firma del Sangiovese di ogni produttore. Oggi il disciplinare prevede  Sangiovese in percentuale minima all’ 80% utilizzando altri vitigni a bacca rossa per  il restante 20%.

Chiudiamo con due commenti di Massimo Cassano: Gran Selezione nasce dalla volontà di riaffermare la centralità di un vino storico attraverso un innalzamento della sua punta qualitativa, riconoscendo in verità una qualità che già c’era, con dei risultati straordinari, se pensiamo che dalla fine del 2009 ad oggi abbiamo avuto un incremento constante del 48%, su tutti i mercati. Un incremento della qualità a tutto vantaggio del consumatore.

In degustazione tutti i vini hanno mostrato un bel colore granata vivido, pieno e tutti un  grande equilibrio,  grande eleganza e persistenza. Al  naso fantastici profumi di violetta, note ematiche, fiori secchi, prugne appassite…. .  In bocca un tripudio di sensazioni,  dalle spezie all’arancia, dall’amarena alla polpa di frutta rossa, tannini eleganti, austeri ma mai aggressivi; peccato per chi non ha potuto presenziare !

 

ch05  

ANTINORI – Gran S. Badia a Passignano –  2010

CASA SOLA – Gran S. – 2011

VILLA CALCINAIA- Gran S. Vigna Bastignano – 2012

VIGNOLE – Gran S. Créspine – 2009

FONTODI – Gran S. Vigna del Sorbo – 2012

BARONE RICASOLI – Gran S.Castello di Brolio – 2012

ORMANNI – Gran Selezione – 2011

QUERCETO DI CASTELLINA – Gran S. Sei – 2012

MARCHESI MAZZEI-Gran S.Castell.  Fonterutoli  – 2011

BINDI SERGARDI – Gran S. Mocenni 89 – 2012

 

La mia non è certo una trattazione esaustiva della serata, ma solo un estratto per  incuriosirvi ed invitarvi magari al prossimo incontro sul Chianti. Colgo l’occasione inoltre per ringraziare il Vicepresidente del Consorzio di Tutela del Chianti Michele Cassano che ci  ha accompagnato per tutta la serata e ci aspetta tutti a Firenze a Palazzo Vecchio il 24 settembre prossimo  per la celebrazione dei 300 anni di Chianti !!  Un grazie a tutti i presenti, alla nostra Delegata Elia che ha organizzato questa favolosa serata, un particolare grazie a Michele Cassano e Massimo Castellani per la lezione ed i vini strepitosi,  a Massimo Callossi per gli splendidi dipinti.  Vi lascio con un augurio speciale che ci ha portato Massimo :

 

“SE VI ATTRAVERSA UN GALLO NERO …..  BUONA FORTUNA”

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