Luisito Perazzo e “Francesizzando”

di Monia Scherini

Martedì 30 maggio, si è tenuto a Sondrio, presso il Grand hotel della posta, l’incontro con il relatore    Luisito Perazzo con il tema “FRANCESIZZANDO “ -atto primo- Il relatore, noto per i suoi numerosi riconoscimenti, con la sua incalzante dialettica e maestria ci ha accompagnato in un percorso vitivinicolo attraverso le denominazioni storiche del vino in Francia: CHAMPAGNE, LOIRA, BORGOGNA BORDEAUX, RODANO, LANGUEDOC e JURA.

Questo viaggio tra le colline, i vigneti e le cantine, ci ha permesso di scoprire sapori, filosofie e stili di produzione di un paese, dove i vini costituiscono i migliori modelli per i produttori di tutto il mondo.

La prima tappa nella regione viticola al limite nord, in cui è possibile la coltura della vite ,dove le tre componenti del terroir (clima terreno ed orografia), si combinano tra loro per dar vita ai migliori spumanti del mondo.

 

  • CHAMPAGNE BRUT SOUVERAIN HENRIOT  composto da una proporzione equilibrata di chardonnay, proveniente in prevalenza dalla Còte des Blancs e di pinot nero, proveniente principalmente dalla montagna di Reims e pinot meunier. Sono riuniti in questa Cuvèe più di 25 cru. Dall’aspetto limpido e scintillante, giallo dorato e pervaso da numerose bollicine.

Al naso note di agrumi e di frutti gialli, seguiti da un tocco floreale, si conclude su aromi golosi di brioches e frutta secca. In bocca fresco e vivace, sobrio ed elegante, con una consistenza cremosa, la nota finale è molto persistente. 

 

  • CHAMPAGNE BLANC DE NOIR GUY DE FOREZ – 100% pinot nero.

Piccolo produttore RM dell’ Aube. Naso pieno, non solo fruttato ma dolce di miele e minerale.

La bocca coerente con il naso ,arricchita con note di erbe ,susine non troppo mature e bacche. Slanciato da un acidità importante. Bevibilissimo.

 

Nella seconda tappa ci troviamo di fronte ad una delle zone di massima espressione del vitigno,

siamo nella VALLE  DELLA LOIRA. E’ una regione fredda, dove l’uva matura lentamente,

fattore che ne aiuta l’acidità e ne favorisce i caratteri aromatici. Da un clima costiero Atlantico,

si passa risalendo il corso della Loira, ad un clima continentale, territorio quasi collinare e caratterizzato da diversi corsi d’acqua che mitigano il clima e proteggono le uve dalle gelate.

 

  • SANCERRE– DOMAINE DELA PORTE CHAVIGNOL 2016 souvignon blanc. Questo vino imbottigliato in primavera mantiene per anni la sua freschezza originale.

Di un colore verdino pallido tendente al dorato, al naso molto espressivo, intenso e complesso con bosso, rabarbaro, ribes nero e calendula. Al palato fresco, vivace e pulito. Ben bilanciato ed armonioso.

 

  • POUILLY- FUME’  DOMAINE CHATELAIN 2010 Suggerisce subito i profumi della Loira, minerale, gessoso, frutta fresca a polpa chiara. In bocca fresco con una bella lunghezza agrumata e gessosa ed un‘ ottima potenzialità evolutiva.

 

Quinta tappa, regione di CHABLIS. E’ il territorio francese a vocazione vinicola più settentrionale della BORGOGNA. Le vigne sono quasi tutte del vitigno Chardonnay.

 

  • CHABLIS 2013 PASCAL BOUCHARD chardonnay 100%, giallo paglierino, caratterizzato da un bouquet ampio di frutti gialli, tropicali, accompagnato da una gradevole mineralità. Equilibrato e persistente. Questo vino proveniente da vari cru aziendali, viene lasciato maturare in acciaio per circa sette mesi.

 

Ancora in Borgogna, nella Cote de beaune, lo chardonnay trova il suo habitat ideale ed esprime al meglio sia gli aromi varietali dell’uva che i tratti peculiari di questo terroir.

 

  • CHASSAGNE MONTRACHET 2014  DOMAINE MARC MOREY  100% chardonnay,vino giallo paglierino brillante, intenso al naso, con un ampio ventaglio di fiori e frutta bianca matura, arricchiti da una piacevole mineralità. Al palato svela una lontana frutta secca ,sorretto da una bella spalla acida è dotato di un ottima persistenza.

 

Il nostro pellegrinaggio ci porta ora nello JURA un’enclave di foreste più che di vigneti, ma quei fazzoletti di filari che tappezzano le colline avventurandosi fino a 500 metri sul livello del mare, riescono ad offrire ai degustatori qualcosa di non ripetibile.

 

  • CHATEAU CHALON RN BRAUMONT 2004  vitigno savagnin. Vino che ha trascorso più di 6 anni in botti di legno, mai rabboccate. Le particolari condizioni ambientali hanno favorito la formazione di un velo superficiale che ha protetto il vino dall’ ossidazione e gli ha conferito un colore giallo ambrato quasi topazio. I profumi sono potenti, complessi e coinvolgenti di frutta ben matura, curry,  scorza di arancia, canditi, nocciole tostate. In bocca ricco e quasi pastoso, si trovano nella sua lunghezza erbe medicinali, creme caramel ed uvette sotto spirito.

 

Siamo ora nella regione dell’ Aquitania, attorno alla città di Bordeaux, nelle terre situate lungo i fiumi Garonna e Dordogna. Qui i vini hanno ispirato la creazione di rossi in tutto il mondo. Ci viene proposto ora un classico uvaggio bordolese, assistito da cabernet franc e petit verdot, della zona che prende il nome dalla composizione del terreno: LE GRAVES

 

  • CHATEAU RAHOUL 2012  vino che ha mostrato subito la sua potenza quasi invadente. Lasciato nel bicchiere ha attenuato la speziatura, liberato sentori di frutta matura, un tocco vegetale e minerale. In bocca ha rivelato un carattere più facile con tannini gentili e delicata freschezza

 

Sempre da BORDEAUX, nella confluenza tra Dordogna e Garonna, incontriamo l’AOC ENTRE DEUX MERS.

 

  • GRAN VIN DE REIGNAC 2008  cabernet sauvignon e merlot . Vino di tonalità scura e consistente. Al naso intenso e complesso di caratteristiche tipiche dei vitigni, della zona e dell‘ affinamento in barrique

 

Scendiamo ora nel sud della Francia, nella regione del LANGUEDOC_ROUSSILLON. Queste terre sono le più estese e produttive di tutta la Francia. Il vino simbolo di questo paese è stato il VIN DE PAYS che è arrivato a sfiorare quote di produzione dell 80%.

Il vino proposto è un IGP, non per la stessa ragione, ma perché utilizza varietà di vitigni non permessi dalla propria AOC.

 

  • MAS DE DAUMAS GASSAC. Creato da Aimè Guibert. Prodotto con carignan, cinsaulte, cabernet . Moderno senza disconoscere la tipicità territoriale. E’ un vino ricco e robusto dal gusto quasi piccante

 

Ultima tappa nella valle del RODANO, che prende il suo nome dall’omonimo fiume che nasce dalle alpi svizzere, entra nel territorio francese e sfocia nel mare Mediterraneo, nei pressi della città di Marsiglia. La regione è suddivisa in due parti: Valle del Rodano settentrionale e meridionale.

 

Nella parte settentrionale la coltivazione della vite è piuttosto complicata, a causa di un clima un po’ aspro e terreni difficili da lavorare.

 

  • CROZEN_HERMITAGE 2015 ALAIN GRAILLOT.  Vino di Syrah, impenetrabile, con unghia rubino, intenso e ricco bouquet di more, ribes neri e violette. Tannini ben presenti e freschezza ci assicurano un ‘evoluzione favorevole, ma suggerisce fin da subito una pronta bevibilità.

 

Nella valle del Rodano meridionale, il clima è più caldo ed il paesaggio assume un aspetto mediterraneo. Nella zona CHATEAUNEUF_DU_PAPE un vino da GRENACHE:

 

  • CHATEAU RAYAS 2007  di LOUIS REYNAUD  Vino rosso biologico. Il suo aspetto è diverso da tutti gli altri con il suo rosso granato cupo. Il profumo ricorda un passito.

Emozionano subito le note speziate quasi orientali, ciliegie sotto spirito, prugne secche, poutpourry, cannella e qualche piccolo difetto suggerito dal suo carattere mediterraneo.

Solare ma a tratti anche austero. Un po’ più maturo di quanto ci si sarebbe potuto aspettare, mantiene comunque una bella freschezza.

 

Con questa semplice descrizione che potrebbe contenere imprecisioni, ringrazio il relatore Luisito Perazzo, per la sua disponibilità e tutti coloro che sono intervenuti ed hanno condiviso con noi, oltre ai buonissimi vini, la leggerezza, l’allegria e la profondità della serata.

 

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