Viaggio studio nel Collio

Nei giorni 11 e 12 maggio 2019, si è svolta la gita della Delegazione AIS di Sondrio nel Collio.

Con più di 1.500 ettari vitati racchiusi tra i fiumi Judrio e Isonzo, 350 aziende vitivinicole per 6,5 milioni di bottiglie, il Collio – fascia collinare settentrionale della Provincia di Gorizia – è una terra magica, intrisa di storia e cultura, ma anche di guerre e sangue. Qui la prima guerra mondiale ha influito più che in altre parti d’Italia, consumando il territorio e i suoi abitanti; l’enologia, dopo un periodo buio, è rifiorita a partire dagli anni ’60, grazie a uomini che hanno creduto, più di altri, nelle potenzialità del terroir.

Grazie alla protezione della catena alpina a nord, che riduce l’ingresso di correnti fredde, all’azione delle brezze marine (il mare Adriatico si trova a pochi km in linea d’aria) che mitigano il clima rendendolo temperato e mite, ai terreni formati da strati alternati di marna e arenaria (“flysch”, detto ponca in friulano), la zona eccelle per i vini, soprattutto bianchi (85% della superficie vitata) che possiedono grande longevità, oltre che sapidità e freschezza, in pregevole equilibrio gustativo.

Le dolci e sinuose colline, con ampie superfici esposte a mezzogiorno, restano impresse nel cuore del visitatore che ricorderà questa magica terra, oltre che per l’eccellenza dei vini, anche per l’impatto emotivo generato da un panorama tra i più belli e affascinanti del nostro Paese.

Gli oltre quattro secoli di dominazione asburgica hanno lasciato un segno indelebile, che si può riconoscere anche nelle scelte enologiche attuali, volte molto spesso alla vinificazione dei vitigni in purezza.

La prima visita è stata dedicata all’Azienda Agricola Livon di Dolegnano (UD), dove il simpatico e competente Matteo Livon ci ha guidati nella visita alla cantina e nella successiva degustazione sulla splendida terrazza del Braide Alte, dalla quale si gode di un grandioso panorama sui vigneti e sulle dolci colline che degradano verso il confine sloveno.

Siamo alla terza generazione di Livon, dopo il fondatore Dorino che acquista la prima tenuta nel 1964, la conduzione passa ai figli Valneo e Tonino che decidono di diversificare la produzione. Abbiamo quindi la Linea Classica Friuli DOC Collio, caratterizzata da fermentazione e maturazione dei vini per 5 mesi in acciaio e successivo affinamento in bottiglia; i Cru DOC Collio , con fermentazione e maturazione parte in acciaio e parte in barriques di rovere, di cui abbiamo apprezzato, oltre ai vitigni internazionali quali Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon Blanc, quelli autoctoni friulani con i vini Manditocai (Friulano 100%), Solarco Collio bianco (Friulano e Ribolla Gialla in parti uguali); da ultimo i Gran Cru DOC Collio, come Braide Alte (40% Chardonnay e Sauvignon, 15% Picolit e 5% Moscato Giallo).

Interessante è stata anche la visita all’acetaia privata di famiglia dove, sotto il simbolo della “Donna alata” di Ertè, l’aceto riposa in botticelle di vari legni, via via sempre più piccole (metodo Soleras).

La lunga giornata si è conclusa al Castello di Spessa, sito a Capriva del Friuli (GO). La tenuta possiede 30 ettari nell’area della DOC Collio, attorno al castello trecentesco, di cui abbiamo visitato le cantine medievali.

Il castello, che ospitò illustri celebrità (tra tutti, Giacomo Casanova, del quale ci accoglie una statua nel piazzale antistante l’entrata), è in parte adibito ad albergo con annesso campo da golf.

Accompagnati da Valentina Ursic, responsabile marketing dell’azienda, abbiamo visitato la cantina e i vigneti, cui è seguita la degustazione e cena nella proprietà.

Dopo aver brindato con una Ribolla Gialla spumantizzata con metodo charmat, abbiamo potuto apprezzare la linea “Collio”, rappresentata sia dai vitigni internazionali più coltivati in zona: Sauvignon, Pinot Bianco e Pinot Grigio Ramato, sia dai vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla e il Friulano.

Nella mattinata di domenica abbiamo terminato la nostra gita nel Collio visitando l’Azienda Russiz Superiore di Capriva del Friuli  (GO), dove il titolare Roberto Felluga ci ha intrattenuti per la visita della tenuta, una degustazione guidata con competenza e il pranzo.

Roberto, che prosegue la tradizione paterna iniziata dal padre Marco Felluga con l’omonima cantina, raggruppando su di sè le due prestigiose realtà vitivinicole, ci ha accolti nella splendida villa riscaldata da un autentico “focolare”.

Abbiamo potuto apprezzare i bianchi, che costituiscono l’80% della produzione aziendale, affinati per l’85% in vasche d’acciaio e per il restante 15% in legno; per le “riserve”, su tutte il Collio Bianco Col Disore (Friulano, Sauvignon, Ribolla Gialla e Pinot Bianco) la permanenza in legno è maggiore.

La produzione aziendale è completata anche da vini a bacca rossa, rappresentati soprattutto da Merlot e Cabernet Sauvignon e Franc, affinati in legno, che si prestano a un lungo invecchiamento:

su tutti il Collio Rosso Riserva degli Orzoni (uvaggio dei tre varietali internazionali), affinato per più di due anni in piccole botti di rovere.

L’impressione che si può riassumere, quanto ai predominanti bianchi, è di vini caratterizzati da complessità ed eleganza, non facilmente ascrivibili a un’unica specificazione varietale, dotati di grande freschezza e mineralità, che li rendono perfetti da gustare giovani ma che li preservano anche per un lungo invecchiamento. Vini tutti di notevole potenza, struttura e complessità olfattiva.

Laura Giovanazzi

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